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Nome: Gisella
Una giovane poetessa, una giovane mamma(di una stupenda micia) ed una giovane innamorata.



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Se i fantasmi esistono, ognuno ha i suoi. Senza gonfiarmi della presunzione di un teologo o di uno scienziato, questa notte ne voglio parlare. Non ci sono case infestate, palazzi indemoniati, cimiteri posseduti….ma ognuno può avere una casa ove i suoi personali fantasmi lo perseguitano, oppure un palazzo che non desidera la sua presenza, o ancora un cimitero ove riposa qualcuno che non vuole essere ricordato…. Ci sono fantasmi che fanno spaventare, e fantasmi con cui possiamo piangere assieme, o ridere, o fare una passeggiata, e solo noi stessi lo sapremo, che è accaduto, accaduto davvero. Quand’ero bambina e poi ragazzina, le pareti della mia casa, ogni tanto, qualche notte, piangevano di un pianto di bambino, ed ero certa che fosse un bambino morto, chissà perché, chissà come e quando, legato alla mia vita da qualche filo tanto invisibile che nemmeno io lo vedevo. Poi me ne andai, da quella casa, e così quel bambino non pianse più tra le nuove pareti, e forse chissà, anche tra le vecchie. Non credo ai fantasmi, non sono superstiziosa, non ho paura dei film horror ed ho visto il dolore vero che, a confronto con quello cinematografico, non può nemmeno esser paragonato. Eppure a volte mi fermo ad ascoltare dei rumori, e osservo la mia gattina guardare con attenzione cose che io non vedo. A volte perfino ho timore del buio, quando l’oscurità è troppo densa, ma solo in certi posti, in certe case, in certe strade. Se davvero i fantasmi esistono, proprio ognuno ha i suoi, qualche volta si possono condividere con altre persone, molto più spesso ci si tiene i propri come fossero parenti: non li si sceglie e difficilmente, in caso di contrasto, ci si può dimenticare di loro. Tutto ciò è detto, ripeto, senza nessuna presunzione di verità e, forse, un pizzico di metafora è nascosto qua e là. Adesso chiuderò il mio iBook, mi guarderò attorno tra i rassicuranti colori serali della stanza che mi accoglie, e mi sentirò tranquilla, in un posto ove i miei fantasmi non possono che rimanere fuori dalla porta.
Sono stata fuori per un po’, fuori città, fuori routine, mai abbastanza fuori di me ma quanto basta per sentirmi un poco più fuori dalle solite cose….
Sono anche di poche parole, ma lascio a tutti voi un carissimo saluto. Alla prossima (sarò più loquace)!