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Nome: Gisella
Una giovane poetessa, una giovane mamma(di una stupenda micia) ed una giovane innamorata.



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Scrivere è come una droga. Si inizia per caso, per curiosità, poi si continua si continua si continua, senza finire. Ed ecco che mi ritrovo, nottetempo, a digitare lettere sulla mia tastiera, sperando che qualcuno, da qualche parte del mondo, le legga, le apprezzi, dia loro attenzione.
Mi sento esasperata da molte cose. Molte cose mi esasperano. E’ come un girotondo che non smette di farmi girare la testa. Ci sono momenti in cui tutti i colori perdono di tono, la bellezza sbiadisce, i suoni della vita diventano quasi fastidiosi e tutto si imbruttisce, come un incantesimo nero di una favola per bambini(cresciuti). La domanda di oggi è: come affrontare le cose per le quali siamo sicuri di non avere abbastanza forza? Ogni eroe è debole innanzi ai propri fantasmi. Come si fa ad andare avanti in modo positivo?
Perché di strade per andare semplicemente avanti, ce ne sono e ce ne saranno sempre. Ma se andare avanti significa mettere il piede nella buca che abbiamo innanzi, o cadere nel prossimo strapiombo, allora forse sarebbe meglio scegliere qualche altra via, o stare fermi e rifletterci su.
Quale può essere il modo per vivere bene anche se ci sono delle cose, nella propria vita, che vanno a rotoli e continuano a degradarsi oltre ogni nostro ragionevole tentativo di migliorarle?
Ancora proprio non ho trovato risposta, perché a scrivere il quesito, qui, davanti a voi tutti e dietro il mio sicuro monitor da 14 pollici è abbastanza facile, ma risolverlo, rispondere……mi sembra quasi impossibile.
Forse solo il tempo è la chiave di ogni cosa, forse l’umano adeguamento ad ogni situazione, seppur graduale, pian piano ci porta in salvo nella grande arca della speranza. Forse è così, ma non lo sapremo mai prima del diluvio universale che a volte ci sorprende, mentre tranquillamente viviamo.
Ed ecco, in esclusiva per voi, la mia sorpresa "kittosa"....:

Qual è delle due secondo voi?
Oggi sono stata ad Etnaland, un parco acquatico in provincia di Catania, pieno di giochi vorticosi e....bagnati!!!! Inutile dire che tra la mia paura dell'acqua, e quella del vuoto, sono riuscita a malapena a farne due, per poi dedicarmi al più tranquillo e rilassante Solarium con piscina megagalattica.
La domanda di oggi è: siamo noi ad essere fatti di paure, o sono le paure che sono fatte di noi?
C'erano bambini di tutte le età a far su e giù per quegli scivoli a me spaventosi....ci deve pur essere qualcosa che distingue me da loro, e loro da me, lì in quel preciso posto e tempo. Magari cambiando qualche coordinata, cambierebbero anche molte cose. Tutta questa gente, forse, non riuscirebbe ad assistere a quello che ho visto io, domenica, per via del dolce Nico. Ho tanta paura dell'acqua, ma assisto tranquillamente ad un intervento chirurgico. La vita è fatta così, di bianco e di nero, di verità sempre a metà, ma forse è bello così, perchè tutti insieme, anche se separati, ci completiamo a vicenda.
Ma forse non ho così tanta voglia di essere completata, e di completare a mia volta. Forse va bene così, con la mia paura per l’acqua e l’amore per la vita. Non si deve per forza trovare un senso, non si deve per forza ricondurre tutto a razionalità. Basta vivere al meglio che possiamo, per noi stessi, e per gli altri. Questo è il vero completamento. Forse.

Vola Nicolino, piccolo cagnetto nero, vola leggero senza più male. Ti vogliamo bene!!
Ecco cosa ho accanto, ancora confezionato....dico davvero, ho il mio regalo "kittoso" tra le mani!!!!
Domani si schiuderà, e vi mostrerò cosa significa fare una passeggiata romantica con il proprio uomo, entrare in un negozio che adoro, scegliere il mio piccolo regalo preferito e poi riceverlo bello impacchettato, dalle mani calde del mio amore,un piccolo dono pieno di tante tante cose.
Ma in cosa consiste, precisamente, l'estasi del regalo? La sorpresa? Il sentimento che segue la sorpresa o il sentimento di chi l'ha pensato-comprato-regalato? La gioia inebriante di ricevere qualcosa di speciale, proprio per sè, solo per sè?
C'è forse un pizzico di erotismo in ogni gesto di dare un regalo e ricevere un regalo? Si tratta di uno scambio, in fondo: io accetto il tuo dono, tu mi doni qualcosa. Anche il sesso è uno scambio, oppure meglio, è ANCHE uno scambio.
Per me il regalo è una cosa forse frivola, forse consumistica, ma viva. Lo apro con attenzione, non rovino nessun involucro, mi godo ogni singolo attimo fino alla fine della sorpresa. E poi conservo tutto, regali e involucri, carte, fiocchi, bigliettini. E' il mio rituale per trattenere quella sensazione di gioia del regalo viva più che posso.
Ci credete che non ho ancora aperto la mia sorpresa "kittosa"??
Succede sempre, da un momento all'altro, il tempo cambia, l'umore cambia, la giornata cambia (e spesso si storce).
Il problema di questa notte è la fiducia. Quando, come, se e di chi fidarsi.
Ognuno nella propria vita ha una rosa, più o meno larga, più o meno bella, più o meno spinosa di persone di cui si vuole fidare, si può fidare, si deve fidare. Ma la fiducia sarà un concetto elastico come molti altri, tipo amore, amicizia, odio, disprezzo, etc? E se così fosse, non esiste solo il problema di CHI fidarsi, ma anche di QUANDO fidarsi delle persone di cui, di norma, ci si può fidare. E la cosa si complica ulteriormente, perchè non solo non sempre è facile saperlo e capirlo, ma anche perchè può anche dipendere da noi, noi come artefici silenziosi del grado di affidabilità degli altri.
Forse la misura in cui ci fidiamo degli altri è proporzionale a quella della fiducia in noi stessi, precisamente proporzionale, ed ecco qui l'enigma degli enigmi: come facciamo a fidarci degli altri se di noi stessi per primi non ci sappiamo fidare? E chi si fida troppo, è forse troppo sicuro delle sue valutazioni?
Io questa notte sono alquanto confusa, la mia rosa di gente "affidabile" è già stata decurtata di molti petali, ma essendo una rosa speciale, non può appassire fino all'ultimo petalo da strappare. Di questa rosa rachitica, non so che fare. Pochi familiari sono sopravvissuti a questa selezione naturale, qualche caro amico, un amore e poi la famiglia acquisita, cara a me come fosse natale. Ma di tutte queste personcine, racchiuse metaforicamente nella corolla rossa di questa setosa rosa, tutte queste personcine sono davvero quello che credo che siano?
Zero fiducia in me stessa, zero fiducia negli altri, forse domattina già starò meglio, forse quello zero verrà annullato dalla presenza di tutti quei petali rossi che spero non debbano mai cadere via. Perchè si sa, ogni petalo di questa rosa speciale è un pezzo di noi, e se cade, qualcosa di noi si disperderà inesorabilmente.
Catastrofica, si, ma forse anche un pizzico realista.
Prendete un uomo, un tipo davvero innamorato, un tipo di quelli che non c'è cosa che non farebbe per lei, ecco, proprio un tipo così, che reazione avrebbe davanti ad un tradimento?
Fiducia infranta, purezza della relazione infranta. Forse anche la sua storia sarebbe infranta.
Non si tratta solo della capacità di perdonare, è molto di più, le implicazioni sono infinite. Un rapporto sano ha bisogno di amore, ma anche, forse sopratutto, di fiducia, si basa su di queste due coordinate, e perduta una, l'altra si ritrova da sola (e spaesata) o muore nel deserto del dolore.
Questo è il tipico esempio di quanto sia difficile la fiducia, verso noi stessi e verso gli altri, e nel contempo di quanto conti, nel rapporto amoroso come in moltissime altre situazioni.
Ma ritorno a pensare alla mia rosa, sentendomi la Bestia che la custodisce in un calice di cristallo capovolto, sono la Bestia, potrei essere anche la Bella, ma non ci sono fiabe, non ci sono bambini, non ci sono mamme pronte a spiegare le storielle della vita. C'è solo un'acuminata realtà da affrontare, con questa rosa nel cuore, nascosta perchè non si deve mai mostrare ad alcuno come fosse un segreto inconfessabile.
In realtà è solo la nostra paura ad essere inconfessabile,come quell'immagine sempre uguale a se stessa che vediamo allo specchio ma non sempre riconosciamo abbastanza da fidarci di lei.
Entrerò nel mio letto, mi rannicchierò più del solito, sperando che sia solo un brutto sogno, che le parole sono parole e gli affetti altra cosa. Voglio svegliarmi, domani, credendo che quei pochi petali rimasti alla mia rosa, rimangano attaccati finchè non sarò io a morire, sempre che sia possibile, sempre che ne sia capace, sempre che domani, allo specchio, quello che vedrò sarà rassicurante, "affidabile".
Ecco una frase, qui di seguito, che esprime in modo semplicistico il complicatissimo ingarbuglio dentro la mia mente, che mi fa fare tante stronzate per le quali ancora continuo a pagare gli interessi.

Di ritorno dal mare.
Splendida giornata di sole, ventilata quanto basta, soleggiata quanto basta. Spiaggia, onde, sabbia, stranieri tutt’intorno, chiudendo gli occhi quasi potevo sentirmi via, in un viaggio magnifico chissà dove,in Europa.
Maschi abbronzati, maschi giovani, anziani, attraenti, invecchiati, tutti in costume, tutti con le proprie vite nella borsa da spiaggia ed i pensieri al riparo dell’ombrellone. E com’è sexy il giovane francese che canta una canzone italiana anni 60’, troppo giovane, ma sexy.
E poi, cioè, soprattutto, c’è il mio, accanto a me, a dormicchiare godendosi quel paradiso nostrano che è la Conca d’Oro.
Quasi quasi mi sento davvero serena, contenta, completa.
Quasi quasi non penso a tutto il resto, quasi quasi do un bacio al mio cavaliere, mi butto ancora sul mio telo rosso, e mi faccio una dormita come si deve.
by Marnu |

Sapete questa sono io alla festa del mio 24esimo compleanno, cena più torta con gli amici, una serata piacevole e rassicurante.
Nei giorni, nei mesi, negli anni cambiano molte cose, ed a volte ce ne accorgiamo veramente in quelle piccole scadenze periodiche che sembrerebbero tutte uguali a loro stesse, ed invece qualche volta hanno di più della precedente, qualche altra volta di meno, o di diverso, così possiamo essere un pizzico più felici o un pizzico più infelici, ma apparentemente sembra tutto immutato.
Non dirò di quello che ho trovato e di quello che ho perso in un anno di vita in più, sia perchè chi mi legge grosso modo lo sa, sia perchè dovrei ricordare delle cose troppo tristi e troppo gravi per dirvele mentre mi guardate in blu ed argento. Ogni cosa a suo luogo, come è giusto che sia, ma non posso mancare di dire che tra auguri, regalini, sorrisi amici e torte, un pensiero volava lontano a Rhum, Twenthe ed a mio padre, perchè non c'è momento migliore delle situazioni liete in cui ricordare chi ci manca o chi speravamo di rivedere ancora.
| IL MIO QUADERNO | OGGI PENSO... |
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....Sono quasi le 4 ma non ho ancora sonno, ed eccomi a far, qui, un piccolo resoconto di questa serata, serena, piacevole, fatta di chiacchere sugli scogli a guardare le stelle in cielo, con la birra fra le mani ed il vento fra i capelli. Ma non solo!
Eccomi che sto per entrare nella macchina del mio amichetto del cuore....

Io con il mio amichetto del cuore!

Io con la mia amichetta del cuore!

Io con un gruppo di amiche!

Una cosa, però, mancava tantissimo: potere guardare la luna abbracciata al mio amore....(tranquilli,stava solo studiando a casa!)....
....per capire se funziona tutto!![]()
Grazie sempre a Marnu per le sue dolcissime immagini!!!!
Oggi è il mio compleanno, un anno di vita in più, tante cose vissute in più.... Ed anche qualche regalino in più :)

Ma la cosa più bella, rimane stringere a me la mia bambina.
Un abbraccio a tutti voi....e grazie a MARNU per le bellissime Gif ;)