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Nome: Gisella
Una giovane poetessa, una giovane mamma(di una stupenda micia) ed una giovane innamorata.



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Questa è la breve, drammatica storia di due ragazzi senza nome, su un motorino che va molto più veloce di quanto dovrebbe, in una strada di paese, e del cane malcapitato che passeggiava di sabato sera, tranquillo, per le sue solite viuzze. Ma quella sera gli fu fatale, e quel motorino a quella velocità gli fu fatale, e gli furono fatali i due ragazzi senza nome che, racconto il motore e senza interesse alcuno al corpo agonizzante dell’essere vivente che avevano appena travolto (forse per una birra in più?), se ne andarono come nulla fosse.
Un cane in agonia, in mezzo alla strada, che strillava dal dolore, con le zampe paralizzate, forse la spina dorsale spezzata ed emorragie varie, certo attira la gente, ed ecco un nuvolo di persone attorno a quella creatura, qualcuna a guardare, qualcuna ad aiutare, qualcuna a coprire o dissetare il cane ormai morente. Qualcuno ha chiamato i carabinieri, i quali si sono aggiunti al nuvolo di gente, con le loro segnaletiche a mano rosse, e le pistole che forse per una volta potevano usare a fin di bene. Sarebbe dovuto venire anche un veterinario da un paese vicino, con il compito, forse, di sopprimere il cane e far cessare il dolore e lo strazio. Questo mi è stato raccontato, questo accade nelle terre incivili, ove troppi possono fare quello che vogliono, e le regole son fatte per essere derogate. Non so se quel veterinario sia mai arrivato, non so se sia arrivato prima che il cane lasciasse la vita, colpevole di essere randagio in una zona troppo piena di cani soli e randagi. Non so null’altro, ma il fine amaro non è solo la morte presunta ma certamente accaduta del cagnolino, ma il sorriso, il sorriso infame di un tizio che è passato, curioso di vedere cosa stesse accadendo, e si è allontanato divertito dalla scena.
Questi siamo noi, meglio, sono alcuni di noi, forse molti di noi, questa è la grande civiltà di un grande paese di un grande mondo che ha tanto tempo vissuto alle spalle, ma molto poco ha imparato.
P.S. Grazie Robè per essere stato li.
Per ora non c'è molto da dire, non è un gran periodo per me, quindi le parole sarebbero malinconiche, desolate e desolanti....meglio la sciar perdere, e pubblicare una simpatica immagine gif, sperando vi faccia sorridere e ringraziando Antonella.R. di avermela passata dal suo blog!
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Termino con una frase, trovata in libro molto interessante che sto leggendo (grazie Fabio per averlo regalato al mio zito!!): "E' nella qualità dello sguardo, nel "pregiudizio" che contiene, che l'oggetto osservato si deforma per aderire alla personalità di chi lo osserva".

Vedete questa foto? Era il 1 maggio appena trascorso, l'aria era calda come quella estiva, il cielo generoso di luce, tanti ragazzi attorno a me nel cerimoniale dell'aria fresca e dei discorsi accalorati di sinistra, un bel pò di cani a pascolare assieme a noi sull'erba fresca, e quel pizzico di armonia tra dentro e fuori che fa espandere le sensazioni positive fino quasi a sentirsi felici. Tante cose erano già accadute, e di certo non si mettono all'ombra per via di semplici momenti di svago, ma una cosa è certa: dentro noi è scritto l'istinto di tirarsi in piedi dopo ogni brutta caduta.
Osservare bene chi si ha dinnanzi....

Attacco!!!!


E finalmente un pò di meritato riposo....vicine vicine!!!!
....che sei....semplicemente sei....sostanza dei giorni miei...."
....proprio vien voglia di ricordare, e ricordare e ricordare.
Una sera, che adesso mi pare lontanissima, nel mese di marzo di tre anni fa, sola, sperduta, denutrita e spaventata....la trovai così:

Tutta sporca, senza la sua mamma biologica, nascosta nell'erba alta di una villa di Mondello disabitata da tempo. Lei scelse me, io scelsi lei(grazie anche a Marco), ed ora è la mia meravigliosa figliolina pelosa, di 7 chili di amore e di ciccia che non cambierei con nulla al mondo, nemmeno con il tesoro più grande.

Ecco, dovevo dirlo, dovevo ricordare. Qualche cosa di buono, forse, ho fatto. Quella gattina quasi certamente non sarebbe sopravvissuta, ed ora, invece, sta nei guinness dei gatti più amati (e grassi) della storia.
A volte basta poco, perchè il "tanto" viene naturalmente, dopo quel poco che ci siamo cimentati a fare, con impegno e pazienza.