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Nome: Gisella
Una giovane poetessa, una giovane mamma(di una stupenda micia) ed una giovane innamorata.



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Eccoci arrivati al fatidico giorno (fatidico forse solo per me...ma vabeh è lo stesso;) )....
Il sole è bello alto nel cielo, Palermo oggi sembra particolarmente brillante, sembra primavera, sembra una vacanza, sembra del cioccolato alle mandorle, sembra una carezza sul viso da una mano calda ed amorevole, sembra una mamma che culla suo figlio appena nato, sembra il papà che vorrei, sembra una chiaccherata confidenziale con la migliore amica, sembra di fare l'amore la domenica mattina, sembra l'azzurro del mio cellulare nuovo, sembra una cucciolata di creaturine tutte vive e tutte sane, sembra proprio una bella giornata, ed auguro a tutti che sia lo stesso, perchè c'è tempo piangere, ma c'è anche tanto tempo per sorridere delle piccole grandi cose che abbiamo.
Il cielo è abbastanza azzurro da rendersi piacevole a chi lo osserva. Ed io lo osservo, dalla lontana terra che mi accoglie. Un cinguettio allegro fa da colonna sonora, ed un languore giulivo pervade pensieri ed azioni, in un abbraccio tenero di contentezza.
Una parola d’amore, una carezza, le fusa della figlioletta pelosa, il sorriso rassicurante del mio compagno, l’odore di terra, il latte caldo con il caffè, Fabio che studia, la canzone dedicata che avanza, la vita che continua, le macchine che corrono, il sole che entra delicatamente, la mia voce allegra, e tanto altro ancora, per dirvi che dopo la notte viene sempre il giorno, che la felicità dobbiamo costruircela noi e se non ci crediamo, almeno vediamola come un sogno. Chissà se si avvererà!
Ecco delle prove di fotografia(malriuscite) con il mio nuovo cellulare….
Dalla ribellione della figlioletta….

….alla foto un po’ più decente!

Domani notte è Halloween….e vi aspetta un’immagine particolare, che ho in parte costruito io stessa. L’augurio è di una festa piacevole, allegra e divertente per tutti.
Termino con una frase di una poesia che di certo tutti conoscerete:
“Chi vuol esser lieto sia
Del doman non v’è certezza!”.
Oggi c'è silenzio. Quel silenzio attonito delle giornate in cui uccellini, alberi, ruscelli e strade cantano, ma tu stai in silenzio, pretendi silenzio ed ascolti solo quello. A volte succede che fai delle piccole cazzate, e ti becchi le loro piccole conseguenze. Queste cazzate sono davvero piccole, ma nella loro piccolezza, ogni cazzata ha la sua grande gravità malcelata, e quindi anche la sua conseguenza avrà la sua grande gravità, stavolta per niente celata. Che possiamo farci se, talvolta, siamo così disattenti da non renderci conto di poter cambiare direzione prima di inoltrarci nel tunnel dell'errore? E che possiamo farci se, poi, ci rammarichiamo sia della conseguenza, che dell'errore stesso? La vita è fatta così. di cose grandi, e di cazzate, di fango e di oro, con annessi e connessi i gesti e le cose più valenti delle prime ma mai pregiate come le seconde. Vanno così le cose, e per quanto possa sembrare assurdo un determinato errore, è pur sempre un errore, e forse conta di più il dispiacere di averlo commesso che la stupidità di commetterlo. E non sto sminuendo la gravità intrinseca di un'azione, bensì sto valorizzando il totale delle azioni e della maggiorparte della bellezza che recano. Ad ogni modo mi dispiace davvero, ed anche se si tratta proprio di una cazzata, vorrei poter tornare indietro per cambiare il flusso degli eventi e restituire amore ad un gesto d'amore, invece che immotivato nervosismo. Spero ce ne sia occasione. Con amore.
Non me lo aspettavo, che oggi quella canzone, comparsa all'improvviso nell'aria che si dipingeva di note ballerine, avrebbe aperto l'accordo iniziale della mia giornata. Forse un odore, un'immagine, un silenzio passato e riempito di quel ritmo, la luna nel cielo di giorno, lo sguardo del mio compagno che studia, gli occhialini di vetro dell'amico più caro, la gattina che gioca, il sole che c'è e che non c'è, la finestra semiaperta, il piccolo amaro in bocca di oggi, forse tutto questo, ed ancora libri chiusi con dentro le lettere che lampeggiano prima di essere lette, il Liga che canta certe parole notturne(no non è questa la canzone dell'inizio), il desiderio di un Halloween divertente, il cellulare da comprare, l'amore consumato e da consumare(non finisce mai), le mia mani affusolate, il cioccolato che non posso mangiare, i soldi che ho e quelli che non ho, il luccicore soffuso dei ricordi, il completo intimo nuovo che voglio usare e non uso mai, le cose non dette e quelle dette troppe volte, ci sarebbe da non smettere di dire delle cose di ogni giorno, di tutti i giorni, ci sarebbe da parlare senza sosta, e servirebbe più tempo di quello che ho per viverle, ma oggi sta tutto dentro quella canzone, e nel senso criptico di questa mia riflessione vi lascio il dubbio di quale sia, questa maledetta simpatica empatica canzone.

....meglio dormire un altro poco....
Non è caldo ciò che è caldo ma ciò che riscalda, non è dolce ciò che è dolce ma ciò che ci addolcisce, non è triste ciò che è triste ma ciò che ci fa piangere. Sono frasi banali, ma anche un piccolo omaggio al relativismo che permea in ogni cosa, e che ci permette di vedere la bellezza celata che solo uno sguardo soggettivo ed umanissimo può carpire.

Potrebbero far paura, potrebbero far rattristare, ma adesso questa pioggia e questo freddo non sono altro che nuovi motivi per stringerci ancora più forte ed iniziare a guardare la bellezza di ogni cosa.
Gli esseri della notte....

....tetri si preparano ad uscire dai loro antri oscuri....

....tremate tremate! Le streghe son tornate!!!!
P.S.: "Croccantino o scherzino?"....

Riempiamoci la vita di tenerezza e di tenerezze!
Lo senti appena, all'inizio quasi ti piace.
Apri gli occhi, un pò in preda al sonno, un pò vittima del risveglio, e ti accorgi di sentire qualcosa, in qualche modo introdotto nel tuo corpo nella tua mente nella tua anima....che sa di amaro.
Un amaro tiepido, inconsapevole, quasi dolce, quasi quasi vorresti stare molto tempo a gustarlo, per farti lievemente avvelenare. Il suo fascino ti avvolge tra le domande della notte prima, ti stringe in una morsa soffocante, ed anche questo non può che piacerti. Ma forse è solo l'apice di qualcosa che non ti aspettavi, che è già accaduto, e che si è, da solo, ricomposto (oppure no?).
Credo si sia ricomposto, ogni tassello al suo posto, l'immagine sembra più nitida e più bella, ma sopratutto più adulta.
Gusti un buon caffè caldo, aspettando che l'amaro diventi dolce nell'amaro dolce del tuo caffè mattutino.